giovedì 6 febbraio 2014

CIBO e PSICHE

 
Quanto è importante la mente?
 
 
Alimentarsi, al di là delle sue manifestazioni "esteriori" è sempre un fatto privato, si potrebbe dire, senza timore di sbagliare, un "atto intimo".
E' intuitivo perciò che la relazione tra cibo e mente è molto stretta.
Quello che decidiamo di mangiare è il frutto non solo di scelte che a volte ci vengono imposte dalla società, ma una conseguenza dei nostri schemi mentali, dei valori che diamo al cibo stesso in termini strettamente emotivi.
Una sorta di "altalena" tra quelli
che sono i nostri bisogni e quelli
che sono i nostri desideri.
 
Proprio questa è la ragione per cui diamo al cibo un ruolo quasi primario nel cercare di tamponare gli effetti dei disagi dovuti alla nostra esistenza.
 
Sul cibo riversiamo i nostri conflitti interiori, le nostre ansie e le nostre paure, le nostre insicurezze, le difficoltà relazionali e sociali e spesso la nostra solitudine interiore.
Tutto questo per quel "bisogno" che ci caratterizza fin dalla nascita e cioè donare e ricevere AMORE.
 
Al cibo diamo il "compito" di "riempire" i nostri vuoti, scegliendolo a volte simbolicamente e dando valenze persino ai sapori;
 
a quelli salati e piccanti il compito di "stuzzicare" le nostre giornate
 
a quelli dolci di "addolcire" le amarezze quotidiane.

E' proprio questo che rende difficile rinunciare a quei cibi che possono risultare anche dannosi per la nostra salute, ma che si presentano in modo così invitante e stuzzicante...

Il simbolismo ancestrale è anche nel gesto del mangiare: con il cibo ci "riempiamo la bocca" e così ci impediamo di pronunciare parole che potrebbero causarci disturbi o disagi relazionali, ma riempiamo anche un "vuoto interiore" che non è solo di tipo fisico.
Il meccanismo per cui "ingurgitiamo" quel tipo di alimento o quell'altro non è solo di tipo energetico-fisiologico, ma anche emotivo.

Per questi motivi, seguire un modello alimentare che miri anche a farci perdere peso non deve essere visto come un fatto "punitivo": attraverso il piacere, che si riversa sul mangiare, troveremo una precisa soddisfazione compensativa delle nostre frustrazioni. Questo passa attraverso il concetto di quantità e qualità, che è il valore aggiunto da dare al nostro "mangiare".

Bisogna mettersi a tavola con il piacere di farlo perché questo è l'atto più potente per perseveranza e coerenza verso l'obiettivo da raggiungere.
 
 
"RIORDINA il tuo disordine...mentale!"
Con il metodo 3EMME è semplice raggiungere un corretto stile di vita e in più saprai sempre cosa e come mangiare"
 

 
 



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