mercoledì 15 ottobre 2014




CHE COS'E' IL
 
"MASSAGGIO RIFLESSO del PIEDE"
O
"RIFLESSOLOGIA PLANTARE"?
 
 
Secondo l'antica arte medica cinese, giapponese, indiana ma anche egiziana il nostro corpo è attraversato da linee energetiche chiamate MERIDIANI che attraversano tutto il corpo collegando ogni dito del piede al corrispondente dito della mano.
 
In "questo viaggio" ogni linea attraversa il corpo in zone ben specifiche portando energia ai vari organi e favorendo azioni fisiologiche e/o emotive.
 
Sulla pianta del piede (così come su quella delle mani, sul viso, sulle orecchie o nell'iride degli occhi) possiamo ritrovare la mappa di tutto il nostro corpo.
 
Stimolando tramite una digitopressione o picchiettando e massaggiando certi punti (punti riflessi) inviamo direttamente una stimolazione anche alle aree corrispondenti nel corpo.
 
 
Come si può vedere dalla figura a destra la zona delle dita corrisponde alla parte alta del corpo (spalle, testa, collo, occhi, denti, apparato fonatorio e respiratorio), la parte del primo metatarso corrisponde ai polmoni, alle ghiandole mammarie, al surrene, al cuore, allo stomaco ecc.
 
Tutto è racchiuso nella pianta del piede ma non solo, anche sul dorso del piede troviamo delle zone riflesse molto importanti e delle funzioni fondamentali come l'apparato circolatorio, la regolazione del sonno, il sistema linfatico, ecc.
 
Come riporta il principio cosmico di "corrispondenza o dell'analogia" nel piccolo troviamo il grande, quel che è dentro è anche fuori, il microcosmo rispecchia il macrocosmo.
 
La riflessologia fu importata in Occidente all'inizio del 1900 dal medico otorinolaringoiatra statunitense Fitzgerald che ideò la terapia zonale una sorta di riflessologia che prendeva in considerazione non solo i piedi ma vari punti del corpo.
 
Fu poi il newyorkese Edwin F. Bowers che la diffuse nel resto degli Stati Uniti.
Successivamente, negli anni ’30, Eunice Ingham, terapeuta americana, proseguì le ricerche dei suoi predecessori, pubblicando alcuni libri sulla riflessologia plantare come “Le storie che i piedi potrebbero raccontare” e “Storie raccontate dai piedi“, concentrandosi esclusivamente sulla digitopressione legata ai piedi. 
 
  La riflessologia plantare venne infine introdotta in Europa a partire dagli anni ’50 e oggi viene praticata da numerosi operatori e fisioterapeuti, assieme ad altre tecniche manuali.
 
La seduta ha una durata di circa 40 minuti, è generalmente piacevole anche se è del tutto normale avvertire delle fitte dolenti o una sensazione pungente quando si andranno a premere alcuni punti specifici ma il risultato finale è solitamente di benessere e leggerezza.
 
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